L'altra sera abbiamo fatto un comitato di accoglienza per Simone che stava finalmente arrivando a Funchal. Dopo aver chiesto all'organizzazione tramite il sempre gentile Alexis abbiamo trovato un gommone gentilmente messoci a disposizione dal Clube Naval do Funchal. Nei giorni precedenti all'arrivo di Simone facevamo la posta davanti all'ufficio di Denis Hugues, il Direttore di regata, per avere la sua posizione aggiornata dal suo computer; le ultime miglia ci sembrava che non arrivasse mai catturato dall'anticiclone che lo faceva avanzare a pochi nodi. Sapevamo che il suo pilota era entrato in sciopero subito dopo la partenza ma non sapevamo se nel frattempo avesse avuto anche altri problemi, tutto poteva essere. Quindi dopo un giro di sms e telefonate a tutti gli italiani partiamo in spedizione notturna alle tre del mattino Luca Del Zozzo, Andrea Caracci, Luca Tosi, Gaetano Mura, Andrea Rossi, e Michele Zambelli (imbarcato su Max Havelaar) a cercarlo nel buio della notte armati di gps, vhf portatile, razzi e bottiglie di champagne. Giriamo all'inizio lungo la costa e continuiamo a chiamarlo al VHF correndo dietro a ogni luce che potesse essere quella della sua barca. Ad un certo punto ci sembra che risponda sul 16 ma si sente malissimo e non siamo sicuri che sia lui. Abbiamo girato diverse ore ma non lo troviamo. Un po delusi ci dirigiamo di nuovo verso Funchal, Andrea Caracci continua senza arrenderesi a chiamarlo al VHF e finalmente ci risponde, ci da una posizione e voliamo a 25 nodi nella sua direzione. Siamo contentissimi! Adesso che Simone ha la sua barca in mezzo alle nostre é tutto veramente a posto. Bravissimo Simone per aver tenuto cosi duro, 1100 miglia senza pilota automatico sono qualche cosa che non si puo nemmeno immaginare. Tutti i danni e le rotture si metteranno a posto nei prossimi giorni e speriamo che la prossima tappa sia per tutti un grande successo.
venerdì 25 settembre 2009
mercoledì 23 settembre 2009
Shark Attack
Appena è riemerso mi ha detto "Qualcosa ha morsicato il mio bulbo"
e io "in che senso? Avrai preso un'oggetto"
e lui "no, ci sono i segni dei morsi, dei denti"
Poi si e immerso nuovamente con la macchina fotografica e ha fatto questa foto. Parla da sola ed è una cosa incredibile. Non so cosa fosse se uno squalo o che. Certo è che piu o meno alla latitudine di Lisbona mentre ero al timone è emersa la testa di un'orca a pochi metri da me che rimasta li con la bocca aperta a guardarmi e poi si e immersa nuovamente. La nuotatina all'equatore forse non la faccio...
Etichette:
Shark Attack,
Simon MacGoldrick,
Transat 650
Iscriviti a:
Post (Atom)